di Giusepe Iannozzi

a Chatterly,
con infinito affetto e amicizia
perché il nostro tempo mai morirà

La Fine del Tempo

Queste campane pesanti di piombo
che suonano da mane a sera
segnano il destino dell’uomo la sua fortuna
e la caduta
Non dire che non le senti
La frusta di Satana piega e piaga le schiene,
i fiumi si tingono di rosso e i mari straripano
La bianca schiuma spezza gli scogli,
alta si alza sino a incontrare la furia dei cieli
Era così tanto tempo che si raccontava la Fine
e adesso che è arrivata non uno che si tenga in piedi,
tutti in ginocchio con il coraggio nelle mutande
a pregare per la loro piccola vita
vissuta fra cotidiani razzismi e immani soprusi
Il ciabattino ha esposto bene in vista il cartello in bottega:
i saldi quest’anno sono iniziati molto prima del previsto
L’azzeccagarbugli dispensa consigli a titolo gratuito,
mentre i predicatori in strada urlano che nessuno ce la farà
Lo scrittore alla moda cerca invano la sua copia della Bibbia
fra mille volumi martirizzati per una vita intera nell’indifferenza
Hendrix suona come un diavolo la sua Fender Stratocaster
e quasi ce la fa a coprire il suono del piombo

Non dire, non dire che non capisci
I giochi sono a un punto morto
E’ solo questione di tempo e tutto finirà
come è stato predicato sin dalla notte dei tempi

Allergici all’incenso e alle candele per sempre
Domani il giorno non sarà di Luce
I cieli sono già di neri corvi e inumane urla
La chitarra di Jimi brucia, brucia per l’ultima volta
Nessuno ha un riparo sicuro dove portare le chiappe
I sette mari esultano mentre le terre si ritirano
Non c’è una sola spiaggia sicura dove poter morire

E’ il tempo dei Tempi, i templi cadono in frantumi,
le clessidre si spezzano al centro, gli orologi perdono le ore
e il nostro amore, Amore mio, finisce così presto, così presto
Quanto vorrei saper piangere una lacrima, quanto!

E’ il tempo dei Tempi, le campane predicono la morte
e il nostro amore, Amore mio, viene seppellito
Non rimane niente, non una briciola, non una mosca
o una più colorata farfalla – il cervello se ne va in pappa
Non mi dire che vuoi pregare anche tu
insieme al gregge, non mi dire che stai per cadere
in ginocchio! Restami accanto fino alla fine, fino alla Fine
Oramai non c’è altro che possiamo fare
Godiamoci la Fine perché non ci sarà un’alba da vedere
Domani saremo diversi, domani saremo entrambi molto diversi

Ribelli

Non cesserà mai la pioggia
Non finirà mai di piovere
sul bagnato per quelli come noi
Siamo fuori dalla grazia di Dio
Siamo i Ribelli, quelli che hanno abbandonato
il Paradiso alla sua fottuta noia
Non finirà così presto questa attesa
Tu siedi pure sulle valigie con il tuo bel culetto,
io nell’intanto suonerò il violino con dita di fuoco
finché non deciderai
che è meglio un giorno con me
piuttosto che un’eternità di strazio,
di baci del tradimento fra gli ulivi

Non cesserà così presto questa Fine
No che non cesserà la pioggia su me e te
Siamo nati per essere Ribelli senza sconti
né condizioni, perché siamo noi la Legge
Tu aspetta pure sotto l’acqua
se credi che spegnerai sul serio
la tua natura, ma non accadrà, non accadrà mai
E’ meglio che ti rassegni ad amarti
E’ meglio che tu mi dia la mano
prima che questo cazzo di mondo salti in aria
con tutti i suoi puzzle e tessere del domino

Ascoltando i tuoi pensieri

Ascolto i tuoi pensieri con mute orecchie,
ma sordida m’è la bocca che desidera sposare la tua
senza ritegno alcuno
Ho forse colpa se l’udito mi difetta,
se gl’occhi guardano su abissi di tenebre,
se le labbra non amano lo spirto ma la carne soltanto?
Creatura della Notte, amo l’Impossibile
e per questo i Nani m’hanno spinto sulla gogna:
anelano a cavarmi di bocca il sogno,
il sogno ch’è ancora in stato fetale
Col forcipe in mano se la ridono della grossa
lasciando schioccare la lingua contro il palato
trovando in sé l’imago infame dell’aborto
Ma mai e poi mai troveranno risposta al lor desio:
per quanto grande esso sia
è pur sempre il frutto di nani maligni
il cui cuore è peloso e puzzolente
come il buco del culo delle scimmie

Creatura della Notte, ti chiedo soltanto di prepararti,
la prossima volta che sarò nudo ai tuoi piedi
sarà perché il tempo è maturo
Non uno si salverà dopo il nostro accoppiamento,
non uno potrà dire d’aver avuto il tempo
di vedere la Fine del Mondo

La fine degli angeli

Tutto è finito
Ogni cosa ha perso
di valore
Tutti gli angeli
caduti
schiantati
sulla durezza
delle nostre anime
hanno assunto
quella volgarità
che ci tiene in piedi

Amore,
siamo infine giunti
all’ultima goccia di sangue
Amore,
quando si muore
non rimane più niente
a parte il corpo
della putrefazione
Amore,
tu lo sapevi già tutto questo
e hai taciuto
credendo
che i miei occhi avrebbero continuato
a vedere un mondo meraviglioso

Tutti sono finiti male
Gli amici andati
insieme agli odiati nemici
Chi, chi è rimasto?
Che cosa è sopravvissuto?
Non un filo d’erba, non un alito di vento
Non una speranza, non un ricordo
Non un moto di sorpresa
Tutto, proprio tutto è andato
e non tornerà mai più
a bagnare queste labbra aride
di deserti di solitudini di vuote parole

Lasciato
nell’ignoranza
hai sperato fino alla fine
che avrei continuato a sospirare “Meraviglioso!”
Amore,
tu lo sapevi
che non sarebbe durata l’illusione,
ma non è servito a farti cambiare idea
Non è servito mai niente

Ma non ha importanza

Ogni cosa ha perso
di valore
Tutti gli angeli
caduti
dentro di noi
si stanno rialzando
con occhi di brace e alito di zolfo
Amore, siamo così belli,
così tanto belli! Non c’è specchio
che possa negarlo adesso…
adesso che comandiamo noi
la Putrefazione

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