Le parole migrano e raggiungono spazi infiniti, superando le barriere dell’impossibile. Le parole sono duttili come la materia e sono magiche come le note di un concerto ben orchestrato. Questo mio suono vorrei giungesse a te, mamma, per dirti: «Grazie o Musa, amante dell’arte della Parola!».
I tuoi occhi, cagionevoli sin da tenera età, non ti impedirono di nutrire il tuo spirito con i grandi classici della letteratura, alla flebile luce della lampada a petrolio tutte le sere fino a notte fonda.
Non mancavi mai all’appuntamento con i personaggi misteriosi del romanziere di turno. Passione che coltivasti sempre e che trasmettesti a me, mamma. Pendevo dalle tue labbra, la tua conoscenza andava al di là della formazione scolastica mancata: tu eri lettrice e affabulatrice… grande dispensatrice di parole.
Poi calò il buio e la fonte della tua vita non cessò di mancarti: i miei occhi furono i tuoi, per venti lunghi anni continuai a leggere per te. La stanchezza s’impadroniva di me, quando la mia mente era altrove, impegnata nel mio vissuto familiare. La sopportazione soffocata prendeva il sopravvento, e tu lo percepivi dal tono della mia voce, che non riusciva a mascherare le mie sensazioni interiori.
Ti rispondevo a monosillabi stentati, mentre pensavo che forse non avrei retto per molto e che avrei voluto scrollarmi di dosso quel fardello, non perché non amassi la letteratura, solo che… avrei voluto leggere da sola, appartata nella mia camera in raccoglimento. Quando la gola era secca e la testa intontita, finivo per invidiare quasi tutti gli orfani esistenti sulla faccia della terra. Mi sono nutrita di storie leggendarie, di storie fantastiche, di storie emozionali, che sono penetrate in me, inconsapevolmente, come lo stillare continuo della goccia che plasma.
Ricordo il tuo volto luminoso, quando udivi il lento sfogliare delle pagine, delle quali volevi prima sentirne il profumo: quell’effluvio ti poneva in simbiosi con le parole pronunciate dalle mie labbra.
Le frasi più salienti dovevo rileggerle: una sola volta non bastava; tornavo indietro e ripetevo, mentre tu ti immedesimavi, calandoti nella sequenza ascoltata. Dal tuo volto si intuivano le emozioni e le sensazioni che stavi vivendo: mamma, tu eri sì fruitrice, ma anche trascinatrice!
Dicevi: “Questo è il bello della lettura: ognuno raffigura immagini a seconda della propria comprensione e le colloca in una sua realtà. Se dovessimo mettere a confronto le diverse immaginazioni, avremmo una stessa storia con personaggi di differente aspetto esteriore ed interiore. Ci sono lettori che giustificano gli errori e altri che li condannano: i commenti sono diversi, non c’è nulla di più vario della interpretazione letterale!”
Quanta saggezza nelle tue parole: le tue erano riflessioni filosofiche profonde, degne di meditazione. In quegli anni ho imparato e accumulato un bagaglio culturale senza uguali.
Mi attendevi al mattino, verso metà giornata. Mi accomodavo alla sedia accanto alla tua poltrona preferita e dopo il rituale: “Tutto bene, mamma”, riprendevo la lettura dal punto sospeso il pomeriggio precedente (già… ti facevo visita due volte al giorno). Mi dicevi: “Ti stancherai di me? Nessuno potrebbe prendere il tuo posto! Tu sei una lettrice che ci mette l’anima!”
Mamma adorata, ora so che il tuo attaccamento per la lettura era anche un modo per trascorrere più tempo con me: i tuoi occhi erano spenti, ma non il tuo cuore carico d’amore, e quel sentimento vive in me, mi parla, mi esorta, mi loda. Quei vent’anni passati nella ricerca di nuovi libri, quegli anni vissuti fra bancarelle a buon mercato, quegli anni odorosi di fogli cartacei narrati, hanno alimentato in me la passione per la scrittura che covava sotto la cenere.
Quando i tuoi occhi si sono spenti per sempre, io ho alitato su quella cenere il vento della tua passione, che ha acceso, mamma, il fuoco dell’amore per le storie narrate, per le vicende senza tempo.
Lettera a mia madre
Giugno 11, 2008 di Luigi
Complimenti Annamaria:la tua lettera tocca il cuore, mi ricorda il mio vissuto!
Lettera toccante e profonda. Bellissima la descrizione delle parole viaggianti.
Complimenti, Annamaria.
Cara Annamaria,la tua lettera dedicata a tua madre mi ha molto emozionata. Sei bravissima, il tuo linquaggio espressivo e descrittivo mi ricordano gli scrittori russi.Ancora complimenti.
Non ho parole, emozionante – stupenda ! Brava Annamaria.
Tocca l’anima così come solo una fluida e genuina scrittura sa fare.
Non ho parole per descrivere il mio stato d’animo dopo aver letto il testo.
Comlimenti vivissimi.
Distintamente Avellino ARREDAMENTI (Bari)